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Non ci crederete, ma questa settimana nessuna nuova polemica o scandalo dal mondo della musica. Di cose vecchie e iterate invece sì, ne abbiamo. Perché mentre muoviamo coraggiosi passi sul suolo di Marte, con la sonda Perseverance, qui sulla Terra per l’Eterno Ritorno di Nietzsche abbiamo un’altra puntata delle mirabolanti battaglie legali tra la vedova di Chris Cornell e i restanti membri dei Soundgarden. Un altro teatrino che continua, imperterrito, è quello che vede Liam Gallagher far intendere che la reunion degli Oasis avverrà, mentre Noel persiste nella sua volontà di ignorarlo.

Le novità le troviamo invece tra le uscite discografiche, fortunatamente. Pescando disordinatamente da un mucchio corposo, segnaliamo i Mogwai (“As The Love Continues”), i Normandie (“Dark & Beautiful Secrets”), Tash Sultana (“Terra Firma”) e, finalmente, Smith & Burrows. Ecco, il progetto di Tom Smith (Editors) ed Andy Burrows (We Are Scientists) troverà prestissimo un prezioso spazio nel nostro portale. E quindi stay tuned.

I Wolf Alice danno i primi segnali di una prossima uscita, gli Chevelle continuano a sfornare ottimi singoli – il terzo è “Remember When”- e infine torna Myles Kennedy con “In Stride”, la traccia che anticipa il suo secondo disco solista “The Ides of March”.

I singoli più interessanti di questi giorni li trovate invece qui sotto, nella nostra consueta selezione settimanale. E a ‘sto giro sono tre perle rare.


Manchester Orchestra – Bed Head

Nell’ultima settimana una diretta sul canale YouTube dei Manchester Orchestra non ha fatto altro che tenere vivo l’hype verso il loro ritorno. Immagini e suoni in un labirinto di suggestioni dentro cui era facile perdersi, arrivando alla pubblicazione già completamente irretiti. Parlo per esperienza, perché quando è uscita “Bed Head”, ieri, è stato come dare forma a qualcosa di indefinito che già albergava la mia mente. Uno spettro, che durante le giornate spostava i miei pensieri dalla loro collocazione ordinaria, senza mai mostrarsi. Ed ecco che finalmente posso vederla per ciò che è: una canzone magnifica.
A guidare il brano è uno schema ritmico affascinante, con una batteria distorta (dà spesso l’impressione di assistere ad un glitch sonoro) che dialoga passionalmente con un pianoforte dall’incedere ossessivo, mentre le chitarre ricamano riff sempre più incisivi, arrivando a dare una vaga tonalità heavy al pezzo, nel suo minuto conclusivo.
«“Bed Head” parla di due vecchi amici che esistono in due realtà parallele. Una conversazione sulle vite che hanno vissuto, le conseguenze delle decisioni che hanno preso e la volontà di provare a essere migliori», racconta il frontman Andy Hull. “Bed Head” è la conferma di come i Manchester siano in grado di non ripetersi mai, pur calzando sempre con grande eleganza i loro collaudati abiti. Una musica stratificata, raffinata, eppure allo stesso immersiva, epica, con la potenza totalizzante tipica di un’esperienza cinematografica. Prosegue così il percorso intrapreso con “A Black Mile to the Surface”, tanto nella ricerca sonora quanto nelle tematiche, cupe e intime, riuscendo però a fare un ulteriore passo avanti. La band di Atlanta trova, ancora una volta, l’equilibrio perfetto tra ambizione e comfort zone, regalando un’eccezionale anticipazione di “The Million Masks Of God”, uno dei ritorni discografici più attesi dell’anno.

Umberto Scaramozzino


Hayden Calnin – Lightning

Lo spazio d’azione del Flash Friday si muove tra le uscite imperdibili dei “big” e la scoperta di nuovi artisti, quelli che, per un fortunatissimo caso, si guadagnano il “cuoricino” su Spotify e a cui ci si avvicina canzone dopo canzone, EP dopo EP. Spesso, infatti, i musicisti in questione non hanno ancora un album all’attivo ma una collezione di perle che invitano ad approfondire il loro percorso, osservarne l’evoluzione, per esclamare, un giorno, quella frase che riempie di orgoglio: «Ah, l’ho seguito dall’inizio!». Un meccanismo di meraviglia e curiosità che, nell’ultimo periodo, emana una forza magnetica geograficamente localizzata, proveniente dall’Australia. Dopo Julia Stone e Gordi, Hayden Calnin ha conquistato la dimensione privilegiata di ascolto in cuffia. Il singolo “Lightning” sembra nascere dalle radici della sua terra incontaminata, la Penisola di Mornington, poco distante da Melbourne. L’intro al pianoforte accompagna un sottile respiro di violini e si incanala lungo un pattern sonoro di flauti, strumenti primitivi, echi di timpani e frequenze campionate. Una perfetta commistione di folk ed elettronica, inaugurata come genere da quel capolavoro di “For Emma, Forever Ago” di Bon Iver, a cui Calnin si ispira anche per la linea vocale vivida, acuta, cristallizzata negli effetti del vocoder. La crescita del brano coincide con l’evocazione di un raggio di sole che illumina uno scenario mozzafiato. Non all’alba, non al tramonto, ma in quel tempo sospeso, in quella fragile bolla chiamata attesa. Un racconto animato dal vocio di sottofondo, espediente fascinoso e confortevole che contiene un messaggio: «Ehi, non sei solo. Abbiamo già attraversato questa radura, abbiamo già vissuto questa condizione. Ora tocca a te a contribuire con il tuo valore, con la tua storia».

Laura Faccenda


Gojira – Born For One Thing

I Gojira, con il nuovo singolo “Born For One Thing”, ritornano sulla scena metal con la prorompenza del famigerato bestione dal quale prendono il nome. Godzilla o Gojira, come viene chiamato nella versione cinematografica del 1954 del regista Ishiro Honda, non racconta solo le gesta distruttive di un lucertolone alto sessanta metri, ma è anche e soprattutto una fine critica alla mancanza di coscienza della modernità, del progresso che dimentica per strada l’umanità. Quale nome migliore, quindi, per una band che fa tremare i mobili di casa ma al contempo non tralascia nessun particolare e si prodiga in messaggi riflessivi e spesso profondi? Proprio come questo nuovo singolo, accompagnato da un grandioso video immerso nelle suggestive location di un museo di storia naturale e diretto da Charles De Meyer. Joseph Duplaintier canta con la ben conosciuta energia e padronanza sia del growl che della pur contenuta parentesi melodica, lanciando un monito al consumismo, al non saper fare a meno del superfluo. Lo stesso cantante chitarrista ha prodotto l’imminente album “Fortitude”, atteso per il 30 aprile nel suo Silver Cord Studio, con al mixing quel mostro sacro di Andy Wallace. Già anticipato dalla canzone “Another World”, uscita l’anno scorso, il nuovo LP promette di essere pioniere di una nuova era, attestandosi come uno degli eventi musicali più attesi di questo 2021.

Daniele Corradi

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