Ci siamo: 2020 out. Ci lasciamo alle spalle quello che il Time Magazine ha definito “il peggior anno di sempre”. Certo, l’1 gennaio è solo una data sul calendario e se il 2021 fosse un artista in questo momento sarebbe un ragazzino emergente che se la fa sotto prima di salire sul Pyramid Stage di Glastonbury, ma è pur sempre un nuovo inizio, forse il più importante di questo millennio. Avere speranza è lecito, quasi obbligatorio. E quale modo migliore per celebrarlo se non con della nuova musica?

Poche le release dei dischi, anche se ci teniamo a segnalare il bellissimo EP degli Another Sky: “Music For Winter Vol. 1”.  Mentre alcuni big tornano con ottimi singoli, connessi da un alone di fiducia nel futuro. I primi mattoncini di quello che ci auguriamo possa diventare un maestoso e accogliente palazzo di suoni, parole e condivisione.

Ecco la nostra selezione dei singoli più interessanti di questa settimana.


Foo Fighters – No Son of Mine

Medicine at Midnight is coming! Lo potete leggere sulle pagine social dei Foo Fighters. In questa prima giornata del primo anno “NON 2020” appaiono parole diaboliche nella loro giustezza. Calcolate e scelte con precisione chirurgica. E infatti la medicina è arrivata proprio a mezzanotte, a salutare l’anno con meno musica che noi tutti ricordiamo, attraverso le note di “No Son Of Mine”. Che dire? Dopo la cantilena tutto ritmo e contagiosità di “Shame Shame” danno un po’ di gas in pasto ai loro fan affamati di heavy. I detrattori diranno che il riff è un po’ troppo rammsteniano, e che come al solito il loro dichiarato cambio di rotta è in realtà solo accennato. Purtroppo, o per fortuna, la sensazione di tornare a casa è sempre la stessa, immutata, da ormai venticinque anni. Chissà se i ragazzi si rendono conto dell’aspettativa che ha il mondo su tutto quello che faranno nelle prossime settimane. C’è un incubo da cancellare e ancora una volta i Foos sono in prima linea a combattere per noi.

Daniele Corradi


SYML – TRUE

Una sola parola, breve, potente, rigorosamente in caps lock: “TRUE”. Ecco la limpida asserzione di inizio anno di SYML, nome d’arte di Brian Fennell. Il cantautore statunitense continua a muovere decisi passi sul suo affascinante percorso artistico, attingendo in parte dall’importante esperienza maturata in otto dischi con i Barcelona, la sua prima band. Dopo l’ottimo esordio del 2019 – che ha regalato anche qualche singolo di discreto successo – e l’etereo EP strumentale del 2020, con “TRUE” sembra che il buon Fennell voglia continuare la sua narrazione minimale, intima e raffinata. Ritroviamo il suo prezioso cantautorato indie-pop che intreccia diverse linee vocali con un ammaliante tessuto elettronico, inseguendo l’ideale di semplicità cucito addosso al progetto.
Ascolto consigliatissimo per iniziare il nuovo anno. Anche perché un brano che contiene i versi «I do believe that we can make it through, tell me that’s true» è proprio figlio dell’1 gennaio 2021.

Umberto Scaramozzino


Noel Gallagher – We’re Gonna Get There In The End (Demo)

L’augurio di buon anno di Noel Gallagher arriva con un biglietto a sorpresa. «SOLO UNA DEMO» – come l’ha definita lui, in maiuscolo, nell’annuncio sui canali social. Un brano nato da una sessione di scrittura e un’improvvisazione recenti. Un testo in perfetta assonanza con il momento storico, a partire dal titolo “We’re Gonna Get There In The End”. L’ex Oasis non abbandona il territorio sicuro della rock ballad e sembra, anzi, riesplorarlo con una mappa che conduce alle sonorità di “Chasing Yesterday” (2014). Una mappa che diventa anche guida dello spettrale tour terrestre, protagonista del video: immagini estrapolate dai mesi del primo lockdown si susseguono in una carrellata di paesaggi inabitati, piazze vuote, strade deserte. A collegarli è la speranza di essere di nuovo lì, tutti insieme, come nel popolatissimo frame finale. Insomma, se i vostri postumi non sono troppo pesanti – previsione dall’iconica ironia british di Noel – mettete le cuffie e immaginate una rassicurante pacca sulla spalla da un amico (un abbraccio, da parte sua, sarebbe chiedere troppo!).

Laura Faccenda

Foto copertina di Henry Ruggeri.

Walk tall, or don't walk at all.