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Tantissime uscite discografiche arrivano a coronare i mesi di attesa e i molti singoli segnalati nei nostri precedenti appuntamenti: The Vintage Caravan (eccoli), While She Sleeps (proprio loro), London Grammar (presenti), SYML (so’ Lillo) e Greta Van Fleet (et voilà). Questi ultimi sono anche stati protagonisti di un formidabile scambio di amorevoli tweet con Liam Gallagher. Riassumendo: il primo ha finto di confondere la giovane band con Greta Thunberg, mentre il contrattacco ha coinvolto i Blur, gli eterni rivali degli Oasis. Botte da orbi.

Oggi non può neanche passare inosservata la nuova uscita di sir Paul McCartney, che ci regala “III Imagined”, la mastodontica riedizione del suo ultimo album. All’interno del disco troviamo featuring clamorosi, come: Damon Albarn, Beck, St. Vincent, Phoebe Bridgers, Ed O’ Brien (Radiohead), Robert del Naja (Massive Attack), Josh Homme, Khruangbin, Anderson .Paak, Blood Orange e Dominic Fike. Incredibile.

Prima di passare alla nostra consueta selezione dei brani più interessanti della settimana, ci teniamo a dire che avremmo tanto voluto inserire il nuovo singolo dei Royal Blood, “Boilermaker”, prodotto da Josh Homme, ma sarebbe stata la terza volta per il power duo nel nostro Flash Friday (uno e duo). Ci siamo detti: mobbasta. Però ascoltate il pezzo perché è una bomba e alimenta ulteriormente l’hype per l’imminente uscita del disco, “Typhoons”. Per il resto ecco i nostri tre brani eletti: buona lettura e buon ascolto!


Ida Mae – Road To Avalon

Ho scoperto gli Ida Mae lo scorso anno, durante il lockdown, e a presentarmeli è stato Brian Fallon, uno dei miei artisti preferiti. Li ha ospitati in una delle sue dirette settimanali, tra brani acustici e chiacchiere sulla rispettive visioni sul songwriting. Ho capito subito perché fosse così entusiasta di averli nel suo livestream: sono una coppia portentosa. Creatività e sentimento legano a doppio filo le vite di Chris Turpin e Stephanie Jean, le due metà perfettamente corrispondenti degli Ida Mae. Il duo inglese, insediato a Nashville, cavalca le onde blues, rock e folk con una chimica praticamente impossibile da replicare. 
In questa “Road To Avalon” le corde di un banjo ukulele di inizio Novecento vengono pizzicate col risoluto incedere di una vecchia Ford che segue le impolverate highway americane, mentre tastiere, sintetizzatori e un Mellotron di beatlesiana memoria (che cliché giornalistico, scusate) contribuiscono a creare quello che la band definisce “una sorta di stato onirico transatlantico”. Ah sì, poi ci sono le loro due voci, perfettamente complementari. Immaginate cosa si può provare ad attraversare città straniere, terre desolate, luoghi misteriosi e di riuscire contemporaneamente a meravigliarsi e sentirsi persi, ma insieme. Un viaggio in apparenza senza fine, verso la leggendaria Avalon. Il tutto rinnovando una promessa d’amore che è anche impegno professionale. Immaginate anche di incanalare quella connessione emotiva in un processo creativo e di dar vita, ogni volta, a una canzone meravigliosa. Proprio come questa.

Umberto Scaramozzino


Quicksand – Inversion

Dopo la reunion, il conseguente album “Interiors” del 2017 e l’EP “Triptych Continuum”, i Quicksand sono tornati con nuova musica. La canzone “Inversion” per ora non è seguita da nessuna comunicazione ulteriore, nessun annuncio di un album in arrivo. Probabile quindi che l’urgenza di un ritorno sulle scene si risolva in questi due minuti e mezzo e poco più, e non sarebbe così inusuale per i Quicksand. Una furiosa presa di coscienza dello stato grottesco in cui versa la nostra razza, così unita in accumuli caotici dalla tecnologia e al tempo stesso sempre più isolata, alienata. “Distant populations going nowhere” è un monito, un allarme alla condizione raggiunta “Willingly blind inversion, so far away from us”, uno stato in cui non ci riconosciamo più come popolazione, vedendoci invece come entità effimere schiavizzate da algoritmi misteriosi. Questo contrasto è reso al meglio nella consueta proposta musicale del trio formato dal cantante e chitarrista Walter Schreifels (ex Rival Schools e Vanishing Life), dal bassista Sergio Vega e dal batterista Alan Cage. Un macigno post-hardcore che strizza l’occhio al grunge con il suo cantato “in an English Neil Nausea kind of vibe”, come dice Schreifels riferendosi ad una band punk di Manhattan. I Quicksand sono un gruppo che a partire dalla metà degli anni ’90 si è concesso con il contagocce e nonostante questo è considerato seminale per moltissime band degli ultimi decenni, e con questo gradito ritorno dona un po’ di epicità al nostro Flash Friday e a tutto il palinsesto musicale. 

Daniele Corradi


Caparezza – La Scelta

Il ritorno di Caparezza va sempre e comunque celebrato, almeno per un paio di motivi. Il primo è che siamo di fronte ad uno dei migliori artisti italiani, capace di portare in terra italica il crossover (quello vero). Il secondo è che ogni sua uscita porta con sé la possibilità di godersi belle canzoni, ma soprattutto tanti spunti di riflessioni, che quando va male non sono mai banali.
Il prossimo album “Exuvia”, dopo aver ascoltato i primi due singoli, dà l’idea di ripercorrere le orme del lavoro precedente e ci restituisce un artista nel pieno delle sue più personali turbe. Si colloca in pratica nel filone “Caparezza serio”, non in quello scanzonato o provocatore della prima fase di carriera. Sicuramente è consapevole dell’azzardo che la scelta comporta, ma la necessità di essere sincero con il suo pubblico e se stesso vince sul “facile”. Diciamo che da qualche anno se lo può permettere e, detto fra noi, fa bene. D’altra parte non a caso il titolo del secondo estratto è proprio “La Scelta”, dove intelligentemente mette a confronto due visioni su come affrontare la vita, senza giudizi (se ci pensate merce sempre più rara al giorno d’oggi, dove tutti dicono la loro su tutto) ed è proprio questo il Caparezza del 2021: nel marasma dei peggiori comportamenti della maggioranza degli abitanti di questo pianeta, lui fa un passo indietro, osserva e descrive chi ancora vale la pena di essere raccontato.

Mathias Marchioni

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